VENDEMMIA 2003
…già nella più antica tradizione, partendo dal neolitico gli uomini pigiavano l'uva insieme a bacche di rovo, lampone e sambuco in fosse scavate nella terra e rivestite di argilla per renderle impermeabili.
… nella Genesi è scritto: "Noè cominciò a essere lavoratore della terra, e piantò la vigna. E bevve del Vino e s'inebriò…"
Degna introduzione per il diario della vendemmia 2003 alla CA' DEL BRIC di Montaldo Bormida.!!!
IN VIGNA
E' un rito. Quasi sacro.
Quest'anno in particolare abbiamo iniziato prima del solito, grazie alla caldissima estate è maturata un'uva eccezionale.
Al mattino riunione della squadra di amici vendemmiatori, i veterani del luogo e gli amici arrivati da Bergamo per viver con noi quest'esperienza.. forbici alla mano.
I vigneti si animano di persone, ceste colorate rosse e blu, i trattori cingolati si muovono frenetici avanti e indietro accompagnati dal caratteristico frastuono e i rimorchi si riempiono man mano di ceste colme d'uva.
Inizia la poesia della vendemmia: si staccano i grappoli migliori e si adagiano dolcemente nelle ceste, per non creare traumi all'uva.
Una volte riempite, si portano le ceste all'inizio dei filari dove verranno raccolti dal cingolato (indispensabile viste le posizioni collinari dei vigneti e le conseguenti pendenze).
Si continua così fino alla campana di mezzogiorno. Poi pausa pranzo.
Qui PAUSA PRANZO significa che sotto un portico si riunisce una allegra tavolata e che chi è rimasto a casa delizia il palato dei vendemmiatori con pasta, ravioli, cinghiale… (e mi fermo qui per ragioni di spazio) il tutto, neanche a dirlo innaffiato con dell'ottimo vino rosso: Dolcetto e Barbera, e il tutto viene divorato. Allegramente.
Si torna in vigna nel primo pomeriggio, quest'anno sotto un sole leone, e si continua per tutto il pomeriggio.
Una fatica della madonna. Irriverente ma vero!!
IN CANTINA
Durante la giornata, non appena il carro viene riempito, parte verso la Cantina dove avviene la prima operazione importante: versare l'uva nella pigia-diraspatrice ("sgarola" in dialetto).
Questo strano mostro separa il pigiato (gli acini d'uva) che finisce direttamente nei vinificatori, dal "raspo" che viene raccolto da "personale qualificato".
La Torchiatura
Terminata la prima fase della fermentazione nei vinificatori, questi vengono svuotati del prezioso nettare, mentre la parte solida cioè bucce e vinaccioli, passa alla pressatura soffice ad aria.
E qui mi fermo: i segreti della vinificazione appartengono al nostro Enologo Beppe e vanno rispettati. I risultati sono qui in bottiglia da assaggiare!!
La partecipazione a questo evento dà un senso alle parole "vendemmia" e "vino".
È il solo e unico modo per capire tutto quello che avviene prima di degustare un bicchiere di vino e per sentire dentro di noi la consapevolezza di appartenere a questo vecchio pianeta terra, che, se rispettato, ancora ci regala emozione legate al grande lavoro dell'uomo.
Brindiamo sempre, ricordando il grande Pietro Germi nel film "Il Ferroviere", con la parola magica: UVA

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